Un fante di picche, un
asso di fiori e un fante di cuori.
“Mmmm”
mormora l’indovina strofinandosi il mento pensierosa. Io guardo lei e poi
guardo le carte. Non le so leggere, ma sono sicura che tutte quelle carte nere
non promettono nulla di buono.
Guardo
Alice per vedere se lei sta capendo qualcosa dato che la cartomante continua ad
osservare il tavolo e a mormorare senza però dirci nulla. Alice si stringe
nelle spalle e mi fa una smorfia, tornando a guardare anche lei curiosa
l’indovina in attesa che ci renda partecipi di ciò che sta vedendo nel mio
futuro.
“Vedo
un fante di picche che camuffa il suo amore per i tuoi soldi, con l’amore per
te” afferma seria “ma un fante di cuori, con il suo amore, ti salverà” abbozza
un sorriso sistemando, perpendicolare alle altre carte, il fante di cuori.
La
mia mente corre subito a Jacob, il mio ragazzo. Nego con la testa ripensando
agli anni che abbiamo trascorso insieme, al suo sorriso dolce e sincero, ai
suoi occhi che riescono a leggere i miei pensieri più nascosti, al suo essere sempre
presente, anche dopo le mie sfuriate a volte immotivate. Il nostro amore è nato
dopo anni di vera amicizia. Jacob non può stare con me solo per i soldi!
“Non
è possibile, le carte si sbagliano. Forse ero distratta e non sono riuscite a
leggere il mio futuro correttamente” difendo il mio rapporto con l’uomo che
conosco dall’infanzia.
“Te
lo auguro” sospira l’indovina “Ma le carte difficilmente sbagliano” e mi
accarezza la spalla per confortarmi.
Mi
alzo come se la sedia scottasse e, scusandomi, esco velocemente dalla tenda mentre
digito il numero di Jacob che, dopo diversi squilli, risponde. È strano, sembra
che non si aspettasse una mia telefonata. Cerco di allontanare i dubbi e rido
di quanto io sia influenzabile. Gli chiedo cosa stesse facendo di bello e, per
la centesima volta da quando sono arrivata al mare, gli chiedo se riesce a
raggiungermi, ma, come ogni volta, mi risponde che non può a causa del lavoro.
Metto il broncio e cerco di convincerlo toccando tutti i suoi punti deboli per
farlo cedere, ma non c’è modo di fargli cambiare idea.
***
Passano
i giorni e le parole dell’indovina cadono nel dimenticatoio.
Con
Jacob procede come sempre negli ultimi mesi, il lavoro gli occupa tantissimo
tempo e la sera, a volte, è così stanco che si addormenta sul divano mentre
guardiamo la tv.
Dopo
l’ennesima volta che mi propone di uscire con gli amici senza di lui, perché è
troppo stanco per accompagnarmi, decido di seguire il suo consiglio e mi
preparo per una serata all’insegna del divertimento.
Ceno
con Alice e Rosalie e poi andiamo a ballare alla festa di compleanno di un
amico comune. Mi scateno e rido come non facevo da tempo.
“Conoscerò
l’uomo della mia vita e uno stilista noterà i miei disegni proponendomi di
lavorare con lui!” urla felice Alice uscendo dalla cucina del festeggiato.
“Ed
io riceverò la proposta da Emmett!” esulta Rosalie saltellando sul posto
felicissima.
Le
guardo senza capire e loro mi trascinano in cucina, dove c’è una donna bionda circondata
da tantissime persone curiose che guardano verso il tavolo. Mi avvicino e rabbrividisco
nel vedere le carte.
“Troverai
il lavoro che cerchi e potrai finalmente coronare il tuo sogno di andare a
vivere da solo” dichiara la donna guardando sorridente il ragazzo di fronte a
sé che batte subito un cinque ad un amico per la contentezza.
“Per
tutta la serata ha letto solo cose positive… secondo me inventa” mi sussurra Rosalie
ed io la guardo stranita “Non importa.” risponde stringendosi nelle spalle “Ha
detto che Emmett mi chiederà di sposarlo ed io voglio crederci!”.
Decido
di tentare anch’io.
Un fante di picche, un
asso di fiori e un fante di cuori.
Stesso
responso dell’indovina del mare. La donna mi guarda dispiaciuta ed esclama “…ma
ci sarà un lieto fine” indicando il fante di cuore sperando di rialzarmi
l’umore, senza capire che ciò che più mi turba è il pensiero che tra me e Jake
non ci sarà un per sempre. Sono anni
che immagino il futuro con lui… ma cosa vado a pensare! Non saranno di certo le
carte che mi faranno mollare l’uomo che amo!
Già,
non saranno le carte, ma sicuramente l’atteggiamento di Jacob non aiuta a voler
continuare la nostra relazione.
“Cosa
vuoi che faccia, eh?” mi chiede rosso in viso e a pochi centimetri dal mio
volto “Che mi licenzi? Come credi che riusciremo a pagare le spese! Io DEVO
lavorare se vogliamo mangiare e permetterci tutto questo” e con un ampio gesto
delle braccia indica l’appartamento.
“Non
sto dicendo che devi mollare il lavoro dico solo che potresti organizzarti
meglio, dedicando del tempo anche alla tua ragazza! A NOI!” urlo di rimando.
“Tzè!
Certo!” risponde strafottente “Vuoi che passiamo del tempo insieme?” mi chiede
arrabbiato ed io annuisco “Bene! Chiedi al tuo paparino di aiutarci nelle
spese! Lui ne ha così tanti che non sa nemmeno dove metterli! E io chiederò il
part-time” le sue parole mi feriscono, ma camuffo bene il dolore ed esplodo.
“Lascia
fuori mio padre!” ringhio spintonandolo “Lavoriamo in due, in due paghiamo le
spese! Se non riusciamo a sostenerle tutte forse è meglio ridimensionarci! Non
chiedere aiuto a mio padre o lavorare 24 ore su 24!”
“Lascia
perdere che è meglio” mi volta le spalle e se ne esce dalla cucina lasciandomi
con l’amaro in bocca.
L’uomo che sta con te ama
solo i tuoi soldi.
Ci
mancavano solo le parole dell’indovina a inasprirmi il morale!
Esco
di casa sbattendo la porta e vado da mia madre prima di peggiorare la
situazione. Lei è l’unica che riesce a darmi
consigli senza giudicare il mio ragazzo… e poi i miei dubbi sono suffragati dalle
carte… chi meglio di una lettrice di tarocchi può fugarli?
“È
normale litigare con il proprio compagno” esclama mia madre passandomi la
tisana rilassante e guardandomi comprensiva.
“Come
faccio a chiamarlo compagno se non lo vedo mai? Non è così che avevo immaginato
la mia vita di coppia!” rispondo tra i singhiozzi.
“State
creando il vostro futuro, è normale trovare degli scogli, dovete solo avere la
pazienza di superarli” mi incoraggia stringendomi la mano nella sua “Vedrai che
tutto si risolverà”
“Le
carte dicono che lui sta con me solo per i soldi” ammetto a mezza voce
asciugandomi il naso. Mia madre si appoggia allo schienale della sedia e mi
guarda negli occhi per capire cosa sto dicendo “Mi sono fatta leggere le carte
e dicono che l’uomo che ho vicino vuole solo i miei soldi.” Sorrido imbarazzata
ed abbassando il viso “…E stasera Jake ha proposto di chiedere i soldi a papà”
“Jake
non sta con te per i soldi” mi risponde convinta alzandosi per andare a frugare
nell’armadio della sala. “E poi lo sai che le indovine servono solo per
spillarti soldi! Dai, fatti leggere le carte da una vera professionista”
Mi
strizza l’occhio e, dopo avermici fatto soffiare sopra, allarga i tarocchi sul
tavolo.
Inizia
a voltare le carte e, man mano che le scopre, la ruga sulla sua fronte diventa
sempre più profonda. Si mordicchia il labbro ed alza la carta successiva per
sbuffare subito dopo.
“Diciamo…”
inizia controllando meglio una carta “Che il futuro ti riserva molte sorprese e
quasi tutte sono positive” sfiora il carro “dovrai lottare per ottenere certi
risultati e per quanto riguarda l’amore…” tocca l’innamorato “… devi riflettere
molto ed il percorso non sarà facile… per quanto riguarda l’uomo che ti vuole
con secondi fini… purtroppo c’è…” guarda l’imperatore con una smorfia. Lo fissa
per alcuni secondi, ma si riprende subito e mi guarda con un sorriso.
“Non
farti condizionare! Le carte vedono un possibile futuro … non sono certe… e poi
forse non è un uomo che ami, ma un uomo con il quale lavorerai” la guardo
alzando un sopracciglio. “Nulla di tutto ciò dimostra che tra te e Jake non ci
sia amore!” esclama convinta posando le carte sul piano dietro di lei. “Ma
adesso raccontami del lavoro! Come va con la nuova collega?” e magistralmente
cambia argomento senza permettermi di tornarci.
“Sono
solo carte, non è una scienza esatta” mi riprende Alice sdraiandosi vicino a me
per prendere il sole.
“Non
stavo pensando a quello!” mi difendo alzando gli occhi al cielo.
“Certo”
risponde ironica e mettendosi le cuffiette nelle orecchie per potersi
abbronzare in santa pace.
Dopo
nemmeno dieci minuti, si alza di scatto e mi porge la mano.
“Vieni!
Sono stufa di vederti così e… ho sentito l’ultima telefonata che hai avuto con Jake!”
la ammonisco con lo sguardo e lei mi guarda con gli occhioni innocenti “Sono
settimane che va avanti così e di questo passo lo mollerai per seguire delle
carte che ipotizzano il futuro”
“Non
sono così influenzabile” le faccio notare piccata.
“Ciò
non toglie che da quando ti sei fatta leggere il futuro continui a rimuginarci.
Vieni!” e prendendomi per mano mi trascina nel bar della piscina. Chiede al
barista un mazzo di carte francesi e mi invita a sedere ad un tavolino.
Si
schiarisce la voce, fa scrocchiare il collo, allunga le mani davanti a sé e
guardandomi seriamente mi posiziona il mazzo di fronte.
“Dividilo
in tre gruppi” mi ordina senza possibilità di replica. Sorrido per la sua
follia e divido le carte.
Un fante di picche, un
asso di fiori e un fante di cuori.
Spalanco
la bocca e la guardo con occhi sgranati. Lei fa sparire velocemente le carte e
con una risatina isterica esclama “Tanto io non so leggere le carte”
“E
allora cosa volevi fare?” le chiedo sorridendo curiosa di vedere come esce da
questa situazione.
“Nulla!”
risponde semplicemente stringendosi nelle spalle “Torniamo a prendere il sole…
gustiamoci la giornata e dimentichiamoci l’indovina!” mi scocca un bacio sulla
guancia e mi trascina a bordo piscina dove mi costringe, per l’intero
pomeriggio, a partecipare a tutte le attività proposte dagli animatori: dal
giocare a palla, alle gare di nuoto, alle gare di tuffi… non mi lascia un
attimo di respiro per evitare che ripensi a ciò che è successo al bar.
Purtroppo
il pensiero che Jake stia con me solo per i soldi non mi abbandona più. Inizio a
chiedere ossessivamente ad ogni persona che sa leggere le carte, i tarocchi, il
libro, la sfera… di leggermi il futuro ed il responso è sempre lo stesso. Chi
lo legge in modo più chiaro, chi con interpretazione aperta… non importa come
me lo dicano, ciò non toglie che ormai il dubbio mi si è instillato nella mente
e non riesco più a guardare Jake senza cercare un segnale che confermi ciò che
dicono le cartomanti.
“Perché
piangi?” mi chiede ancora assonnato Jake entrando nel bagno nel quale mi ero
nascosta per non farmi vedere.
“Nulla”
rispondo asciugandomi il viso.
“Non
sono stupido, Bella” mi riprende sorridendo e mi abbraccia facendomi appoggiare
la schiena al suo petto “Cosa succede?”
“Nulla”
ripeto scuotendo la testa.
“Quindi
sono alcune sere che ti chiudi in bagno per piangere, credendo che non me ne
accorga… e tutto questo per nulla?” mi chiede ironico.
“Mi
prendi per folle se te lo dico” rispondo tirando su con il naso e asciugando le
lacrime che continuano a rigarmi le guance.
“Tu
prova! Tanto lo so che sei folle” mi dà un bacio sulla guancia “E ti adoro
anche per questo”
“Mi
hanno letto le carte” confesso sentendo le guance imporporarsi.
“E…”
mi sprona accarezzandomi le braccia.
“Dicono
che stai con me solo per i soldi” confesso tutto d’un fiato e Jake scoppia a
ridere come se avessi fatto la battuta più divertente del secolo.
“Adesso
capisco tutte quelle discussioni sui soldi” continua a ridere, ma vedendo che
non lo seguo nell’euforia si ferma irrigidendosi “E tu ci credi?”
“No”
rispondo, ma l’indecisione è percepibile e Jacob mi volta il viso verso di lui.
Ha la mandibola serrata e mi fissa cercando di capire se sono seria.
“Io.Non.Sto.Con.Te.Per.I.Soldi”
scandisce con voce dura trafiggendomi con lo sguardo.
“Lo
so…”
“E
allora perché piangi?”
Scuoto
la testa e scoppio nuovamente in lacrime.
“Perché…
Perché… non… voglio… perderti” e mi stringo al suo petto continuando a
singhiozzare.
“Tu
non mi perderai.” Mi rassicura accarezzandomi i capelli.
“Ma
le indovine…” provo a fargli capire la gravità della situazione.
“Bella”
mi riprende duro e facendomi alzare il volto “Smettila di credere a certe
baggianate!” mi guarda negli occhi per capire se credo più a delle sconosciute
che a lui. Gli sorrido e lui sospira rassicurato prima di avventarsi sulle mie
labbra baciandomi con calore, trasmettendomi tutto l’amore che prova per me.
***
È
sabato sera e la tensione è palpabile. Jake ha avuto una brutta giornata al
lavoro e continua a girovagare per casa senza prepararsi per andare alla festa
al quale siamo stati invitati. E’ un giorno importante per i nostri amici,
infatti stasera Emmett e Rosalie festeggeranno ufficialmente il loro
fidanzamento e Alice ci presenterà Jasper, il ragazzo che frequenta da alcuni
giorni e che secondo lei è l’anima gemella che le carte le avevano predetto.
“Siamo
in ritardo” esclamo entrando in cucina e porgendogli il vestito.
Lui
nega con il capo e si siede stanco al tavolo. “Non vengo. Sono esausto e domani
mattina devo svegliarmi presto”
“Non
puoi mancare. È una serata importante per Emmett e Rose” gli faccio notare
porgendogli nuovamente il vestito che scansa con la mano, sbuffando.
“Sono
stufa di essere la single del gruppo! Non puoi mettere sempre il lavoro davanti
a tutto! Davanti a me, ai tuoi amici… alla vita!” sbraito sbattendo la giacca
sul tavolo.
“Voglio
quella promozione, Bella! E manca così poco per ottenerla che non voglio fare
sbagli adesso! Domani è un giorno importante e voglio essere nella mia piena
forma per dimostrare al titolare che sono l’uomo che cerca!”
“Anche
questa serata è importante! Sei tu che hai presentato Emmett a Rose. Sarai il
loto testimone di nozze! Non puoi non venire!”
“Ho
già avvisato Emmett e non ha fatto tutte le tue storie!” sbuffa alzandosi e
dirigendosi in camera.
“Sono
stufa di fare questa vita!” urlo esasperata e lui si volta con la sua solita
calma.
“Tranquilla!
Appena arriverà il fante di cuori, la tua vita sarà perfetta!” risponde con
cattiveria.
“Quindi
ammetti di essere il fante di picche?” gli chiedo con le lacrime agli occhi e
lui annuisce facendo crollare quell’ultimo spiraglio di speranza che ci teneva
uniti.
Esco
di casa sbattendo la porta con la certezza che tra me e Jacob, purtroppo, non
ci sarà un futuro.
***
Sono
trascorsi alcuni mesi da quella sera e, tra me e Jake, tutto è cambiato. Le
carte avevano ragione, non c’era un noi nel
nostro futuro, ma siamo riusciti a mantenere salda l’amicizia che ci unisce da
quando siamo piccoli.
Siamo
cresciuti insieme, è l’uomo al quale ho dato il mio primo bacio… e non solo, ed
è l’amico che mi ha sostenuta sempre, in ogni follia o decisione che ho preso. I
primi tempi non sono stati facili. Jacob cercava di farmi tornare con lui, ma
io sentivo che qualcosa si era spezzato. Gli voglio bene, ma non è l’uomo che
voglio accanto. Ha avuto la promozione che anelava, ma continua a essere troppo
preso dal lavoro, non credo che sia portato per la vita di coppia.
E
poi… finalmente ho incontrato il mio fante di cuori!
Non
mi ha salvato dal fante di picche, dato che nessuno ha dovuto salvarmi dal mio
miglior amico, ma sono certa che Alec sia l’uomo che i tarocchi avevano visto
nel mio futuro.
Ci
siamo conosciuti a casa di amici comuni. È un ragazzo che si è trasferito da
poco nella nostra città e lavora come cameriere in un locale molto chic.
È
affascinante, galante, sexy ed ha una voce così profonda che mi fa vibrare. Senza
parlare dei profondi e splendidi occhi azzurri, resi ancora più intensi dai
corti capelli corvini e dalla pelle abbronzata. Il suo corpo è scolpito alla
perfezione da ore di sport che lo rendono tonico. Amo appoggiare il viso sulla
sua spalla, mentre gli accarezzo le ampie spalle e la schiena possente.
Quando
il nostro amico comune James ci ha presentati, Alec mi ha sorriso guardandomi
come fossi la donna più bella del mondo e si è inchinato per farmi il
baciamano.
Abbiamo
passato l’intera serata a parlare di noi. Anche se lui non si è sbottonato più
di tanto, è stata una serata fantastica dove mi sono di nuovo sentita
desiderata.
Mi
ha corteggiato come un uomo di altri tempi per diversi mesi, inviandomi mazzi
di fiori, facendomi trovare ogni mattina, sull’uscio di casa, la colazione con
un bigliettino che riportava una poesia. Si è eletto mio accompagnatore per
ogni uscita programmata con gli amici.
Qualcosa
nel suo modo di fare e nel suo deviare alcune domande, mi ha resa restia
nell’accettare un invito ufficiale, ma dopo mesi di galanterie ho ceduto e mi
sono decisa a lasciarmi andare.
Non
dimenticherò mai la felicità che sprigionavano i suoi occhi quando finalmente ho
accettato il suo invito. Mi ha presa in vita ed ha iniziato a stringermi
stretta mentre girava su sé stesso ripetendo “Hai detto sì, hai detto sì”. In
quel momento, per un solo secondo, ho immaginato a come avrebbe reagito se il
mio sì fosse stato per una proposta di matrimonio e un brivido strano mi ha percorso
la schiena.
Quella
è stata una serata indimenticabile! Mi ha portata in un bellissimo ristorante
perfetto per le coppiette, con le luci soffuse, dei separé per assicurare la dovuta
privacy e rose rosse sui tavoli illuminati da lunghe candele. Dopo cena abbiamo
mangiato un gelato passeggiando mano nella mano per il parco ed abbiamo
terminato la serata confidandoci i nostri sogni più nascosti, seduti in
macchina sotto casa mia. Quando è arrivato il momento di salutarci, dopo alcuni
secondi di incertezza, ci siamo baciati. È stato sensazionale, un tripudio di
emozioni. Mi ha augurato la buonanotte con la voce roca mentre mi sfiorava per
l’ultima volta le labbra con un delicato bacio.
Salire
le scale non è stato facile e per la prima volta ho maledetto l’assenza
dell’ascensore, dato che le mie gambe erano ancora instabili per il bacio che Alec
mi aveva appena regalato.
Sono
trascorse poche settimane da quella sera speciale e, senza che nemmeno me ne
accorgessi da quanto è venuto naturale, Alec si è trasferito a casa mia.
Le
cose tra di noi stanno andando alla grande, Alec è premuroso e mi coccola come
nemmeno mia madre ha mai fatto. Ha lasciato da alcuni giorni il lavoro al
locale dato che i nostri orari non combaciavano e troppe donne facevano le
gatte morte con lui. Quando mi ha dato la notizia era preoccupato che mi arrabbiassi
e me l’ha data tenendo il viso basso e guardandomi con occhi da cucciolo, ma io
l’ho abbracciato con trasporto continuando a ripetere “Grazie” ad ogni bacio
che gli lasciavo sul viso. Quelle poche volte che ero andata al locale non mi
erano passate inosservate le ragazzine che si sedevano al bancone per tutta la
serata e ci provavano spudoratamente con lui. Una sera ho pure dovuto rimettere
al suo posto una ragazza che si stava allungando sul bancone per mettergli un
bigliettino, con tanto di bacio e numero di telefono, nel taschino posteriore
dei pantaloni.
Alec
ora sta cercando disperatamente un lavoro. Ogni mattina esce con me, mi
accompagna in ufficio e poi si mette alla ricerca del suo prossimo impiego, ma
con scarsi risultati.
“Non
mi piace Alec” bofonchia Jacob bevendo la birra e lanciando occhiate di fuoco
verso il mio ragazzo che scherza con il barman del locale.
Non
gli rispondo, ma lo guardo alzando un sopracciglio.
“Non
parlo per gelosia!” si difende subito battendo il bicchiere sul tavolo “C’è
qualcosa in lui che non mi convince” mormora mentre ritorna a scrutarlo.
“È
premuroso, gentile, educato e sexy… cosa non ti convince?” gli chiedo ironica.
“Qualcosa…”
risponde sbuffando. “Chiamalo sesto senso, ma…” fa una smorfia mentre si strofina
la punta del pollice con il medio e l’indice, come se toccasse qualcosa di impercettibile
“i suoi occhi… il suo deviare le domande… il suo… non so… qualcosa”
“Wow!”
esclamo divertita “Io direi…” e ripeto il suo gesto con le dita e la sua
smorfia “…un po’ di… gelosia?” e scoppio a ridere rubandogli la birra.
Lui
sbuffa e, dopo aver scosso la testa, scoppia a ridere anche lui “Non credo…”
“Ciaoooo!”
la voce squillante di Alice ci arriva alle spalle seguita subito da un bacio
delicato di Rosalie, una manata mozzafiato di Emmett sulla povera spalla di Jacob
ed un saluto timido di Jasper.
“Cosa
dicevate di tanto divertente?” ci chiede Emmett sedendosi con poca grazia
vicino a Jake e alzando il braccio per chiamare la cameriera.
“Niente”
rispondo io nello stesso momento in cui il mio ex risponde “Di Alec”
Non
mi sfuggono gli sguardi imbarazzati dei miei amici ed io li guardo in attesa di
una spiegazione.
Emmett
si massaggia la base della nuca e fa una smorfia, sorridendo felice di essere
stato salvato dalla cameriera che si è avvicinata per prendere l’ordinazione.
“Se
avete qualcosa da dire, ditela!” esclamo arrabbiata a tutta la tavolata appena
la cameriera si allontana.
Mormorano
tutti insieme qualcosa senza guardarmi negli occhi.
“Rosalie?”
la chiamo sapendo che è quella che si fa meno problemi a dirmi in faccia cosa
pensa.
“Diciamo
che pensiamo che Alec non sia…” ci pensa un attimo e poi continua “come vuol
far credere”
Io
la guardo confusa e cerco una conferma negli altri che annuiscono mesti.
“Cosa
significa? Che mi tradisce?” chiedo ormai sull’orlo di una crisi di nervi.
“Nooo!”
rispondono tutti insieme prontamente.
“Diciamo
solo che… in meno di un mese si è piazzato a casa tua, ha lasciato il lavoro e
da alcune settimane fa la bella vita alle tue spalle” esclama Emmett cercando
di smorzare la tensione con un sorriso. “Ma nulla di grave” cerca subito di rimediare
vedendo il mio sguardo di fuoco “Capita a tutti di perdere il lavoro…”
“O
di lasciare l’appartamento prima che la propria fidanzata possa vederlo…” si
intromette Alice.
“O
non dire chiaramente da dove arriva e non avere vecchi amici che lo cercano o
lo vengono a trovare” conclude Rosalie.
“Vedete
cose che non esistono!” esclamo in difesa del mio fante di cuori “Viene
dall’Australia, è normale che non vengano a trovarlo gli amici e non lo chiamino.
L’Australia non è dietro l’angolo!”
“Non
ha un accento australiano” mi fa notare Jacob sfidandomi con lo sguardo.
“Siete
solo gelosi!” esclamo furente alzandomi “Finalmente ho trovato il mio fante di
cuori e voi dovete per forza trovare del marcio dove non c’è!” decido di
inveire superando il limite “Anche Jacob non era adatto a me perché secondo voi
era troppo vecchio!” esclamo guardando con rabbia Alice e Rosalie “Alec per voi
perde troppo tempo a coccolarmi invece di cercare un lavoro! Se trovassi un
altro uomo, sicuramente voi trovereste altri difetti!” poi, senza attendere
risposta, volto loro le spalle e corro da Alec per chiedergli di tornare a
casa.
Appena
ci corichiamo nel letto, gli racconto i dubbi dei miei amici, come era mia
abitudine fare con Jacob. Mi gusto le sue coccole e le sue carezze mentre mi
spiega ogni punto buio della sua vita e mi chiede scusa per non essere ancora
riuscito a trovare un lavoro. Mi addormento serena, sicura che i dubbi dei miei
amici siano solo dovuti alla poca confidenza che gli ha dato Alec e
all’amicizia che li lega a Jacob, che è ancora innamorato di me.
***
Dopo
quella sera, i rapporti tra i miei amici e Alec si sono inaspriti, ma io non ho
voluto cedere da nessuno dei due fronti. I miei amici mi hanno promesso di non
dire più nulla su Alec e lui non brontola ogni volta che voglio uscire con
loro. Ovviamente non mi accompagna alle serate in cui ci ritroviamo e, da
alcune settimane, ha smesso persino di fare battute al tritolo mentre mi
preparo…
Arrivo
al locale, dove si terrà la festa di compleanno di Alice, da sola. Controllo di
essere in ordine guardandomi nello specchio posto all’entrata mentre attendo il
mio turno per lasciare il soprabito al guardaroba. Con la coda dell’occhio mi
sembra di vedere Alec che si struscia su una donna, ma quando mi volto non c’è
nessuno. Mi stringo nelle spalle sicura di aver avuto le traveggole ed inizio a
cercare la saletta che Alice ha prenotato.
Appena
entrata vengo subito stritolata nell’abbraccio di Alice che mi stringe ancor
più forte quando vede che sono da sola.
“Vieni
ti presento mio cugino” esclama prendendomi per il polso e trascinandomi in
mezzo alla folla di gente conosciuta e sconosciuta. Saluto con un gesto del
capo gli amici che riconosco e cerco di tenere il passo senza inciampare.
Alice
si ferma all’improvviso e, prendendomi per le spalle, mi fa posizionare di
fronte ad un ragazzo con dei meravigliosi occhi verdi e una buffa capigliatura castano/ramata.
“Lui
è mio cugino Edward! Edward lei è la famosa Bella!” e senza nemmeno attendere
che ci stringiamo la mano, fugge urlando il nome di un altro invitato.
Edward
sorride scuotendo il capo mentre guarda nella direzione in cui è svanita la
cugina.
“Siamo
cugini, ma io sono meno pazzo” esclama passandosi imbarazzato la mano fra i
capelli.
“Nessun
problema! Sono abituata ad avere a che fare con i pazzi. Tra lei e gli altri
non credo che ci sia qualcuno che si salvi” rispondo allungando la mano per presentarmi.
Anche
lui, come Alec a suo tempo, si inchina a mi bacia il dorso della mano
sfiorandolo con le labbra. Una scarica elettrica mi attraversa il corpo ed io
allontano la mano come scottata. Vorrei sprofondare quando Edward alza il viso
guardandomi preoccupato.
“Scusa,
è che ho sentito…”
“…una
scarica elettrica” finisce per me in un sussurro sorpreso.
Un
cameriere con un vassoio carico di calici ci passa vicino rompendo il momento
di imbarazzo. Edward prende due bicchieri e me ne porge uno.
“Alla
salute della mia cugina pazza e al nostro incontro con scossa” scherza prima di
bere in un sol sorso l’intero drink.
Per
tutta la serata Edward mi fa da cavaliere. Parliamo di tutto: del lavoro, degli
studi, della famiglia, delle nostre città di origine e di tutto ciò che ci
passa per la testa e, dopo sole poche ore, mi sembra di conoscerlo da una vita.
Abbiamo molte cose in comune: ci piacciono gli stessi sport, gli stessi scrittori
e gli stessi ristoranti. Da poche settimane si è trasferito nella mia stessa
zona, a pochi isolati di distanza, e tra meno di due settimane saremo pure
colleghi!
Ci
scambiamo i numeri di telefono per poter organizzare il suo primo giorno di
lavoro, dato che gli ho promesso di presentarlo agli altri colleghi in cambio di
un’abbondante colazione al mio bar preferito.
È
molto simile a sua cugina: diretto, sincero e pronto alla battuta. Non è
entusiasta come Alice, ma per quello credo che lei abbia una sorta di esclusiva.
Dopo
aver mangiato la torta e aver aperto i regali, la festeggiata ordina a tutti di
scendere in pista a scatenarci. Mi unisco a Rosalie e Emmett che hanno già iniziato
a ballare scendendo le scale e rido facendo l’occhiolino a Jacob, che balla
sensuale con una ragazza molto carina che gli sorride maliziosa.
Edward
mi rimane sempre vicino e, quando arriviamo al centro della folla, mi circonda
con il suo braccio per evitare che cada a causa di qualche spintone e mi fa da
cavaliere per tutta la serata.
***
Sbuffo
sfinita lasciando cadere la testa sulla scrivania e tenendo ancora il cellulare
in mano.
“Cosa
succede?” mi chiede preoccupato Edward entrando nel mio ufficio con i faldoni
che gli avevo chiesto in mano.
Mugugno
un lascia stare tenendo il viso
nascosto tra le braccia incrociate sul tavolo.
“Il
cliente non ha accettato il preventivo?” tenta prendendo in mano la cartella
del signor Volturi.
Nego
con il capo e faccio un profondo respiro alzando finalmente il viso.
“Mia
madre dice che dovrei lasciare Alec…”
Edward
smette di leggere il foglio e mi guarda alzando un sopracciglio. Guardo il
cellulare e mi mordo il labbro “Sono confusa…” ammetto stropicciandomi il viso
“Dice che è normale per una coppia avere un momento negativo, ma non accetta
che ci sia tra me e Alec” gli spiego vedendolo confuso.
“Ogni
coppia passa un periodo negativo… dipende da quanto dura” risponde
sorridendomi.
“Da
un po'…” ammetto con una smorfia.
Lui
scuote il capo e si passa la mano nei capelli, un vezzo che ha quando è
pensieroso.
“Lascia
stare, non voglio tediarti con i miei problemi d’amore” cerco di cambiare
discorso prendendo dei documenti, ma lui mi blocca le mani e la famigliare
scossa passa tra i nostri corpi facendoci sorridere.
“Non
mi stai tediando” esclama gentile “Stavo solo pensando che non puoi lavorare
con questi pensieri e che tra pochi minuti è ora di pranzo… quindi cosa ne
pensi di anticipare la pausa e sfogarti un po'?” propone porgendomi la mano
invitandomi a seguirlo. Annuisco senza pensarci, ho bisogno di staccare e
parlarne con qualcuno che non odia Alec…
Passo
l’intera pausa pranzo a raccontargli gli ultimi mesi della mia vita: la mia
storia con Jacob, le carte, l’incontro con Alec…
“Vedo
un fante di picche che camuffa il suo amore per i tuoi soldi, con l’amore per
te, ma un fante di cuori, con il suo amore, ti salverà” ripeto grave per fargli
capire quanto fosse seria la predizione.
“E
lui ti ha salvata?” mi chiede trattenendo una risata.
Nego
con il capo e lo ammonisco con lo sguardo “Non mi ha salvata… ma si sa che le
cartomanti tendono a enfatizzare per rendere più cupe le loro profezie”
“E
quindi Alec è il tuo fante di cuori… e il povero Jacob il fante di picche”
riassume cercando di rimanere serio.
“Avevi
promesso di non ridere!” gli ricordo puntandogli il dito contro e lui alza le
mani in segno di resa.
“Non
sto ridendo” si difende “Sto solo cercando di capire per poterti consigliare meglio”
“Hai
capito giusto… cosa mi consigli?” chiedo incrociando le braccia al petto.
Sorseggia
la bevanda prendendo tempo e poi si appoggia al tavolo con i gomiti diminuendo
le distanze tra i nostri visi “Mi hai detto cosa ti hanno detto le carte, tua
madre, i tuoi amici… ma il tuo cuore cosa dice?” chiede sorridendomi gentile. I
suoi occhi si allacciano ai miei e per un attimo il mondo scopare. Il battito
del mio cuore è l’unico suono che riesco a sentire e gli occhi verdi di Edward
sono l’unica cosa che riesco a vedere fino a quando non allontana la mano per posarla
sul tavolo.
“È
confuso” balbetto sincera e lui scuote il capo.
“Allora
prova a fermarti ed ascoltalo… solo lui conosce la risposta”
***
Purtroppo
quando mi sono fermata ad ascoltare il cuore, la sua risposta non mi è
piaciuta.
Non
amo Alec, lo ammetto. È un uomo bellissimo, sexy… e il miglior amante che abbia
mai avuto, ma non lo amo. Ho provato a parlargli, ma non sono mai riuscita a
portare a termine il discorso perché le sue labbra mi hanno zittita. Lui dice
che sono le parole dei miei amici a instillarmi i dubbi, ma non credo che abbia
ragione.
Amo
il sesso con lui, adoro anche le sue gentilezze, ma mi manca qualcosa…
Decido
di prendermi una serata per me stessa. Alec lavora e Edward mi ha invitata a
bere un drink con i suoi amici.
Arrivo
al locale e rimango senza fiato nel vedere Edward ballare sulla pista. È
bellissimo con la camicia bianca leggermente aperta sul davanti ed i capelli
che muovono a ritmo mentre scuote il capo a occhi chiusi. Sembra rapito dalla
canzone… ed io da lui.
Mi
avvicino con passo incerto senza riuscire a distogliere lo sguardo e quando gli
sono accanto lo saluto con sorriso imbarazzato. Lui mi trascina sulla pista
dandomi un bacio veloce sulla guancia e iniziamo a ballare dimenticando il
mondo che ci circonda.
Dopo
aver ballato per almeno un’ora esco dalla calca per andare ai servizi. Barcollo
per il silenzio del corridoio, in netto contrasto con la musica assordante
della sala, e quasi svengo quando, aprendo la porta del bagno, trovo Alec con i
calzoni calati e le gambe di una rossa allacciate alla sua vita.
Mi
volto cercando di non vomitare e, senza avvisare nessuno, scappo dal locale prendendo
un taxi.
Una
volta in casa, scoppio finalmente a piangere per sfogare tutta la mia rabbia e
il mio disgusto.
Mi
siedo sul divano in attesa dell’arrivo di Alec e, quando sento che cerca di
aprire la porta inizio a tremare per la tensione. Non può entrare, ho messo la
chiave nella toppa e appoggiato una sedia sotto la maniglia per bloccarla.
Suona
il campanello ed io mi siedo sul pavimento di fronte all’entrata lasciando
scorrere nuovamente le lacrime mentre ripenso a quanto sono stata ingenua.
Inizia a squillarmi il cellulare mentre Alec cerca di aprire dando delle
spallate all’entrata.
“Bella!!”
mi chiama senza preoccuparsi dell’ora e della possibilità di svegliare i
vicini. “Bella! Apri!”
Mi
avvicino alla porta e con la voce più ferma che posso gli rispondo: “No! Vai
via!”
“Cosa?”
mi chiede fermando i colpi.
“Vai
via! Io e te abbiamo chiuso” gli dico appoggiando la testa alla porta.
“Ma
sei impazzita? Apri questa porta!” e dà alcuni colpi che mi fanno allontanare.
“Non
voglio più vederti!” urlo stringendo i pugni e chiudendo gli occhi, ma li
riapro appena l’immagine di lui e la rossa ricompare.
“Apri
questa maledetta porta!” urla scagliandocisi sempre più forte contro.
D’istinto
prendo il cellulare e chiamo Edward che mi risponde dopo due squilli. Gli
chiedo di venire a casa mia, che Alec vuole entrare e che ho paura. Il mio
discorso è sconnesso e interrotto dai colpi alla porta. Inizio a piangere senza
più riuscire a parlare. Edward mi rassicura dicendo che sta arrivando, ma non
sento la fine della sua frase perché mi cade il cellulare quando la porta cede
sotto l’ennesimo colpo.
Alec
entra come una furia e senza tanti preamboli mi prende per le spalle e mi alza.
Si accorge del mio viso spaventato e lascia la presa guardandomi dolcemente. Il
cambio repentino del suo sguardo e del suo atteggiamento mi fa rabbrividire.
“Si
può sapere cosa è successo? Cosa ti hanno detto di me quei bastardi?” chiede
alterato, ma accarezzandomi dolcemente la guancia.
“Ti
ho visto… con la rossa… nel bagno…” singhiozzo cercando di allontanare il viso
dal suo tocco.
Lui
mi guarda con occhi sgranati e spalancando la bocca.
“Mi
seguivi?” mi accusa, ma io nego.
Iniziamo
a litigare e per la prima volta Alec lascia cadere la sua maschera da bravo
ragazzo. Quando gli ordino di uscire da casa mia, scoppia a ridere maligno e,
guardandomi negli occhi, mi chiede di ripetere.
“ESCI
DA CASA MIA!” urlo ormai esasperata e sgrano gli occhi nel vedere la sua mano
scendere pesante sul mio viso. Mi volto e strizzo gli occhi in attesa
dell’impatto.
“La
signorina le ha chiesto di andarsene” la voce pacata, ma determinata, di Edward
mi fa aprire gli occhi, e ricomincio a respirare vedendo il braccio di Alec
bloccato nella sua mano.
Alec
inizia ad inveirmi contro dandomi della puttana e si avventa contro il mio
salvatore che devia i colpi assestandogliene alcuni ben piazzati e decisi. Dopo
interminabili minuti Alec smette di lottare e, tenendosi una mano sullo
stomaco, si allontana allungando un braccio in una muta richiesta di smettere.
Mi guarda con gli occhi iniettati di sangue e, mentre si dirige barcollante
verso l’uscita, ci minaccia: “Non finisce qui” ed esce dando un ultimo calcio
alla porta divelta.
Edward
mi è subito vicino e mi abbraccia continuando a ripetere come una litania:
“Sono qui, sei al sicuro, ci sono io” e mi culla cercando di calmare i
singhiozzi che ormai mi bloccano il fiato.
Inizio
a ridere isterica ripensando a come tutto è cominciato.
“Sono
finita dritta dritta nelle braccia del fante nero dal quale volevo scappare.”
Dico ad alta voce continuando a ridere. Edward mi guarda preoccupato. Mi prende
in braccio e mi fa accomodare sul divano passandomi un bicchiere d’acqua.
“Credevo
che parlasse di Jacob… ed invece era Alec…” scuoto il capo e ricomincio a
ridere isterica “Sono un’idiota! Ho creduto così tanto nelle carte da crearmi da
sola le situazioni dalle quale volevo scappare” mi appoggio al suo petto
sfinita, senza più la forza di piangere o ridere.
“Il
fante di cuori ti salvava dal fante di picche” mormora pensieroso mentre mi
accarezza i capelli, credendomi addormentata.
“Tu
mi hai salvata” sussurro con un sorriso tenendo gli occhi chiusi e stringendomi
maggiormente a lui.
***
Sono
passati anni ormai da quella maledetta estate e da allora non mi sono mai più
fatta leggere le carte e non ho nemmeno più letto l’oroscopo! Ho imparato la
lezione e non voglio più ripetere gli stessi errori.
Devo
ammettere però che è anche grazie alle carte se ho conosciuto Edward e adesso
sono felicemente sposata con lui, il mio vero fante di cuori! Sapete perché
sono certa che sia lui?
Non
perché mi ha salvata dal vero fante di picche, ma perché solo lui riesce a
farmi volare le farfalle nello stomaco con uno sguardo e toccare il cielo con
un solo bacio… e ha quei pregi e quei difetti che lo rendono perfetto per me!
“Dai
ragazzi! Smettetela di fare i piccioncini e venite con noi in spiaggia” strilla
Alice spalancando la porta della nostra camera da letto, senza preoccuparsi del
fatto che potrebbe trovarci nudi o in atteggiamenti intimi. Edward sbuffa e stringendomi
a lui mi chiede se non preferisco continuare a gustarmi le vacanze nel nostro
letto tra le sue braccia. Ci penso un po’ e gli bacio il petto nudo. “È l’ultimo
giorno di mare” gli faccio notare guardandolo con occhi da cucciola. Lui mi
sorride con il suo speciale sorriso e, baciandomi sul capo, si fa forza per
alzarsi portandomi con sé.
Arriviamo
in spiaggia e Alice batte le mani felice nel vedere la tenda dell’indovina di
molti anni prima.
“Dai
Bella!!! Facciamoci leggere il futuro!!!” urla saltellandomi intorno. Io nego e
borbotto ricordandole come è finita l’ultima volta che me lo sono fatto
leggere.
“Aveva
previsto il nostro incontro… non era tutto negativo” mi sussurra Edward
strofinando il naso sul mio collo “Vuoi dirmi che ti dispiace che abbia visto
il mio arrivo?” mi stuzzica e vedo Alice che gli mima un “Grazie”. Scuoto il
capo sconfitta e li seguo strisciando i piedi.
La
cartomante prevede un futuro prospero a tutti. Quando arriva il mio turno il
silenzio scende nella tenda aumentando la mia tensione.
Asso
di fiori, asso di quadri e fante di cuori.
“Un
fante di cuori arriverà rubandoti il cuore come nessun uomo è mai riuscito a
fare” esclama l’indovina con gli occhi che brillano. Perdo un battito e a
fatica trattengo le lacrime. Lo sapevo che non dovevo farmi leggere le
carte…guardo Edward che è pallido come un cencio e mi guarda cercando di capire
cosa intenda.
L’indovina
si accorge delle nostre facce preoccupate e, scoppiando a ridere, specifica.
“Non
credo che lei sarà geloso di questo fante, perché rapirà anche il suo cuore”
esclama rivolgendosi a Edward che la guarda sbattendo le palpebre. Alice inizia
a strillare felice e mi abbraccia urlando “Diventerò ziaaaaaaa!!!!”
Edward
guarda l’indovina per aver conferma, ed appena lei annuisce mi cinge alla vita
e mi fa volteggiare per la stanza guardandomi con amore e lasciando scorrere
libere le lacrime di gioia.
…
Mi ero ripromessa di non seguire più il percorso che mi indicavano i tarocchi…
Ed
anche se non ho tenuto fede alla mia promessa, adesso sono felice con i miei
due fanti di cuori: Edward e Jack!

Ebbene sì! E' inutile scappare dal proprio destino perchè troverà sempre il modo di trovarti e fare ciò che vuole! E in questa storia ha giocato bene le sue "carte"!!! Bravissima!!!
RispondiEliminacavolo!questa mi ha scombussolata!molto bella anche se lei un pò cretina!complimenti all'autrice,scritta molto bene
RispondiEliminaHai l'anima della scrittrice horror! Come hai saputo descrivere bene il tarlo che si insinua nella mente di Bella, fino ad accecarla... fino a renderla complice inconsapevole della classica profezia che si autoavvera. E come sia facile finire nella rete psicologica di un approfittatore, quanto ambigui possano essere i segnali... scritto davvero benissimo. Per fortuna, Edward in tutto questo sembra il cavaliere dall'armatura scintillante, altro che fante di cuori... arriva lui, e squarcia il velo delle ambiguità. Perché l'amore vero è così: brilla, anche al buio. Brava.
RispondiEliminaMi è piaciuta l'idea di inserire i tarocchi e le carte nella storia. Partire da lì e districare una storia piacevole da leggere (ci sono alcuni errorini di battitura che a una più attenta rilettura, magari di altri e non tua, avresti potuto evitare). In alcuni punti avrei spaziato con gli asterischi i cambi di situazione. Non farlo implica il trovarsi in un altro contesto senza un passaggio morbido che ti ci porti. Non so se mi sono spiegata. Capisco però che una shot è talmente breve che certe cose sono difficili da fare, per cui... va benissimo così. Brava e grazie per la partecipazione...
RispondiEliminaSolo Bella può credere nelle carte, e far tutto 'sto casino :p
RispondiEliminaCi ha messo un bel po' ad aprire gli occhi, ma per fortuna il nostro fante di cuori ha salvato la situazione. La storia mi è piaciuta molto, complimenti per l'idea originale e grazie per averla condivisa con noi.
Sono d'accordo con Denise, anzi secondo me un po' Bella dovrebbe essere picchiata a sangue solo per essersi fatta leggere le carte! Shot carina e leggera. Brava.
RispondiElimina-Sparv-